martedì 3 maggio 2011

La sera che conobbi le Iotatola e mi innamorai di una di loro

Ho un'amica, giù in terronia, con la quale ci facciamo spesso degli omaggi musicali; avendo gusti affini, e amando entrambi molto la musica, abbiamo adottato questa specie di comunicazione a distanza, questo social network a due dove la condivisione è fatta unicamente da link a video di YouTube. Sapete, ci diamo così il buongiorno, la buonasera e così via. Allora accade spesso che uno dei due incuriosisca l'altro, con band interessanti, se non che addirittura lo folgori, con una di quelle certe cosucce che ti fanno pensare: ecco, e mò che le mando io.

Eh si perchè stasera, devo ammetterlo, la mia amica ha spaccato di brutto, benchè indirettamente (zitta e fammi parlare). Per l'esattezza mi manda il link di una puntata di Parla Con Me, dove suona una nuova band che si chiama... Com'è? tota.. toia... iotatola. Iotatola?!?!? Ma fammi un pò a sentire fammi:


Mi vedo davanti queste due fuori di testa travestite da soubrette. Ascolto. Brave, penso. Scanzonate e irriverenti nel dire cose serie. E perciò intelligenti. Si vede che le tipe scrivono, e il sound non è niente male. Alla fine del video scopro pure che le ragazze vengono nientemeno che da... Palermo! Da Palermo la MIA Palermo?!?!? Ma dai, ahaahhaa :)
Iotatola, ispiratogli - come dicolo loro - da una bimba "preconcemente emancipata",  vuol dire infatti "Io sa sola", pronunciato appunto come una bimba terrona di quattro anni che dice - io da sola. E siccome loro si proclamano delle grandi fan dell'autoerotismo, direi che ci sta proprio tutto.

Ma come ci sono finite queste da Palermo a Parla con me a parlare di vibratori?

Con un veloce giro su internet scopro che queste due spelacchiate (perchè si vede benissimo che sono spelacchiate anzi se sono di Palermo è sicuro) sono vincitrici della XXI edizione di Musicultura, Festival "dedicato alle nuove promesse fra i cantautori della musica popolare e d'autore contemporanea", e che lo scorso 5 aprile è uscito il loro album "Divento viola".

Andiamocene a sentire un'altra, penso! E poi un'altra, e un'altra ancora. E qui stai stravincendo, cara amica, perchè "Giuralo Mario" è davvero.... è beh, come dire, intelligente?


Dopo un paio di ascolti sono convinto. Serena Ganci e Simona Norato, questi i loro nomi, insieme sono un misto di energia, malinconia e ironia che, caspita, mi ricorda qualcosa di vagamente, meravigliosamente artistico. Per la profonda ironia dei testi e la cura negli arrangiamenti, melodie scarne ma piene di significato che vestono magistralmente ogni brano.

E da quanto tempo suonano insieme queste tizie? Appena un anno? Ma è incredibile!!! E che facevano PRIMA da sole? Altro veloce giro su internet. Dunque, una, la Ganci, si è "formata nei Jazz Club di Parigi", l'altra, la Norato, si è "fatta i calli sui principali palchi indie italiani". Uh là là. I calli. Sui palchi indie. Mi piace. andiamoci a cercare qualcosina.

Ed è qui, cara amica, che le cose cessano di essere semplicemente interessanti. E ti scopro una di quelle cosucce che ti faranno dire: ecco, e mò che gli mando io.


Uno a uno e palla al centro :)

2 commenti:

  1. Beh. Simona Norato è anche la tastierista dei DIMARTINO. Te li consiglio.

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